MENU

La Basilica di San Francesco

Questo edificio, caratterizzato dalla sua facciata incompiuta, nasconde al suo interno un tesoro di opere d'arte inestimabile, tra cui spicca il celebre ciclo "La Storia della Vera Croce" di Piero della Francesca. Nonostante le vicissitudini storiche che hanno lasciato segni nel tempo, la basilica ha attraversato periodi di abbandono e rinascita, testimoniando la resilienza e il valore culturale di Arezzo.
San Francesco - St. Frances

La Basilica di San Francesco è un luogo in cui si incontrano la storia, l’arte e la sacralità della città. 

Una visita ad Arezzo non può prescindere una visita a questo luogo iconico non lontano dallo storico Teatro Petrarca. 

La Chiesa dall’esterno ci fa notare  subito l’incompiutezza della struttura architettonica, poiché la facciata rimane priva delle finiture  previste sin dal XIV secolo. Questa mancanza non deve trarre in inganno, poiché ciò nonostante ci troviamo di fronte allo scrigno di opere d’arte dal valore inestimabile. 

La Basilica di San Francesco ospita all’interno un vero e proprio patrimonio artistico- pittorico.  Il ciclo “La Storia della Vera Croce”, famoso in tutto il mondo,  spicca tra le tante opere . Il lavoro fu  iniziato da Bicci di Lorenzo ma dipinto soprattutto dal Maestro Piero Della Francesca tra l’anno 1452 ed il 1466 . Tutti gli affreschi fanno da decorazione alla cappella principale, la “Cappella Bacci” – dal nome della ricca famiglia di mercanti aretini che fu patrona della basilica e delle sue opere d’arte –  e si sviluppa alle spalle dell’altare maggiore.

Alcuni affreschi, oramai solo in parte visibili, si possono intravedere al fianco del famoso Ciclo. Questi lavori furono eseguiti da grandi pittori di Arezzo nel XIV e XV secolo : fra i vari nomi spicca il lavoro di  Spinello Aretino. Le opere di Spinello possono essere ammirate ,oltre che in altri luoghi della nostra città (primo tra tutti l’affresco della cappella destra della Basilica di San Domenico), anche nella più celebre Galleria degli Uffizi a Firenze. 

La costruzione e l’esterno della chiesa

I discepoli di Francesco d’Assisi  furono i promotori, nel 1290,  dell’avvio dei lavori per l’edificazione della chiesa di San Francesco ad Arezzo, a partire da un luogo di culto preesistente:  fu progettata secondo  i canoni architettonici del tempo come una chiesa a navata unica e così ci appare ancora oggi, con il suo magnifico stile romanico che si allontana e fa da contrasto al gotico della Cattedrale di Arezzo posta nel colle più alto della Città.

lL facciata esterna non fu invece completata a causa della mancanza di fondi, stanziati nel XIV secolo. La storia racconta che nell’anno 1346  tal Monna Tessa finanziò i lavori  con 300 lire, somma che non fu sufficiente a procedere oltre lo zoccolo. Un ulteriore intervento si ebbe bel 1870 , con esiti poco felici, dal momento che si scalzò la struttura a quasi due metri dal terreno. La chiesa dovrà aspettare aspettare il 1990, a 45 anni dalla proclamazione ufficiale a Basilica, per vedere il suo ingresso modernizzato. Un ingresso  dalla storia complicata la cui forma oggi rispecchia il suo passato e che ci accoglie nella bellissima  Piazza che prende il nome dalla stessa Basilica.

La Basilica di San Francesco: il periodo di abbandono e la rinascita

La Basilica è rimasta vittima dell’incuria, degli eventi e del tempo stesso. Molti affreschi sono rimasti vittime  di questi trascorsi travagliati, risalenti agli anni a cavallo tra XIV e XVI secolo. L’edificio fu infatti abbandonata nel 1556,  dopo che un infausto incendio ne ebbe gravemente danneggiato la struttura. La chiesa si trovò anche ad essere riqualificata , in epoca Napoleonica e poi per tutto il secolo XIX, perdendo la sua valenza religiosa e diventando un semplice magazzino.

La struttura potrà tornare a vivere solo nel ‘900 a seguito di interventi di restauro volti al recupero parziale degli affreschi che andati perduti. Umberto Tarlati ,direttore dei lavori di restauro , malgrado tutti gli sforzi non riuscì a recuperare molti dei capolavori danneggiati.  Tarlati completò comunque una rivalutazione degli interni che rimangono ancora oggi il luogo di raccolta di importantissime opere d’arte. L’ultimo intervento di restauro è molto recente ed arriviamo all’anno 2020:le finestre policrome sono state sistemate  ed è avvenuta la sostituzione delle colonnine della Cappella Guasconi, danneggiate da cedimenti strutturali..

Questa Basilica è dunque oggi un monumento rinato a seguito delle attente cure che le sono state rivolte dopo una storia secolare di difficoltà.  La chiesa è senza ombra di dubbio un gioiello cittadino che merita una rispettosa visita e che saprà lasciarvi a bocca aperta una volta varcata la soglia, soltanto all’apparenza austera. 

Comfort Contemporaneo, avvolto nel fascino della storia

Prenota direttamente su questo sito web, alle migliori tariffe online